Cosa succede se qualcuno si tira indietro
di Fiorella Cerchiara
Quando si firma una proposta d'acquisto o un compromesso, chi compra versa di solito una somma come caparra. Ma non tutte le caparre sono uguali. La differenza tra caparra confirmatoria, caparra penitenziale e semplice acconto diventa importante proprio quando qualcuno cambia idea. Vediamola con parole semplici.
La caparra confirmatoria
È la più usata nelle compravendite di case (art. 1385 del Codice Civile). Serve a "confermare" l'impegno di entrambe le parti. Se tutto va bene, al rogito viene scalata dal prezzo. Se invece qualcuno non rispetta l'accordo:
- se si tira indietro chi compra, chi vende può recedere e trattenere la caparra;
- se si tira indietro chi vende, chi compra può recedere e chiedere il doppio della caparra versata.
In alternativa, la parte che ha rispettato l'accordo può chiedere al giudice di far eseguire il contratto o di risarcire il danno, se è maggiore della caparra.
La caparra penitenziale
Funziona in modo diverso (art. 1386 del Codice Civile). È il prezzo per potersi tirare indietro: il contratto prevede espressamente che una o entrambe le parti possano recedere.
- se recede chi compra, perde la caparra;
- se recede chi vende, restituisce il doppio.
La differenza è che qui recedere è un diritto previsto dal contratto. Chi recede paga la caparra e finisce lì: l'altra parte non può chiedere altro. Nelle compravendite di case si usa poco, perché lascia meno certezze a entrambi.
E l'acconto?
L'acconto è semplicemente un pagamento anticipato di una parte del prezzo. Non ha la funzione di garanzia della caparra. Se la vendita salta, in generale l'acconto va restituito, e chi ha subito un danno deve dimostrarlo e chiederlo a parte.
Per questo, nei documenti, è importante scrivere chiaramente se una somma è versata "a titolo di caparra confirmatoria" o "in conto prezzo". Le parole cambiano le conseguenze.
Come funziona da noi
Nella nostra agenzia, chi fa una proposta d'acquisto la accompagna con un assegno intestato al venditore. Finché la proposta non viene accettata, l'assegno resta in custodia a noi. Quando il venditore accetta, l'assegno diventa caparra confirmatoria. Se la proposta non viene accettata, l'assegno viene restituito.
Quanto deve essere la caparra?
Non c'è un importo fisso per legge. Di solito si concorda una somma pari a circa il 10% del prezzo, ma può essere diversa in base all'accordo tra le parti.
State per fare o ricevere una proposta d'acquisto a Monza e volete capire bene cosa firmate? Chiamateci allo 039 9405670 o passate in agenzia, in Via L. Pavoni 10 a Monza. Ve lo spieghiamo con calma, prima di firmare.
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